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	<title>Commenti per Press Portal</title>
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	<description>Ufficio stampa, agenzia Prima Pagina</description>
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		<title>Commenti su Privacy dei dati, Cloud Computing, mobile e social media, secondo Informatica, questi i trend dell’IT nel 2012 di Qyangcllu</title>
		<link>http://www.pressportal.it/privacy-dei-dati-cloud-computing-mobile-e-social-media-secondo-informatica-questi-i-trend-dell%e2%80%99it-nel-2012/#comment-198</link>
		<dc:creator>Qyangcllu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:46:02 +0000</pubDate>
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		<description>Se serve un dump ficiso per recuperare i dati di un iPad lo faccio io e per molto meno di 1000$ &#8230;&#8230; che problema c&#8217;è?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se serve un dump ficiso per recuperare i dati di un iPad lo faccio io e per molto meno di 1000$ &#8230;&#8230; che problema c&#8217;è?</p>
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		<title>Commenti su MCAFEE nomina David Small vice president channel e commercial per la regione Emea di Safa</title>
		<link>http://www.pressportal.it/mcafee-nomina-david-small-vice-president-channel-e-commercial-per-la-regione-emea/#comment-189</link>
		<dc:creator>Safa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 00:36:16 +0000</pubDate>
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		<description>Come al stolio l&#8217;articolo è interessante e soprattutto centra uno degli aspetti decisivi dell&#8217; ICT.Non mi trovo però sul punto che riguarda gli obblighi. Effettivamente ildecreto del garante ha una valenza legale e meriterebbe un discorso diverso, ma tutti gli altri standard e regolamenti richiedono un atto volontario di adesione da parte del top management di un&#8217;organizzazione. La cecità di molti CxO in ambito IT riduce gli audit ad un interrogazione di uno scolaretto svogliato anziché ad un&#8217;attività necessaria per individuare le aree di miglioramento.Ogni audit, in genere, dovrebbe prospettare un cambiamento e per questo spaventa in quanto visto come un problema anziché come un&#8217;opportunità. Tanto varrebbe, in assenza di un auto-commitment rinunciare a tutti gli standard e gli audit visto che, organizzati così, non portano alcun beneficio se non qualche timbro da apporre sul sito istuzionale o sulla carta intestata. Anche perché a seguito di un audit nessuno può:giudicare i livelli di performace del lavoroimporre nuovi requisiti di prodotto/servizioricondurre a modelli predefiniti i processi o i risultatiUnica richiesta : dimmi cosa fai, come e perché e vediamo insieme se ci riesci!Molti vanno in crisi già nella prima parte: Cosa faccio? Come? Perché?Nel caso del decreto sulla privacy la cosa è poi paradossale: valutare i rischi di aderire o meno alle prescrizione di una legge formale ordinara, accessori inclusi, dello stato italiano non può essere certo una scelta opportunistica visto che rappresenta, ad esempio, un requisto cogente per gli standard ISO!Per concludere: molti dei prolemi di sicurezza, e più in generale della produzione, solo legati al mancato controllo e al dilagare varianza. Gli audit dovrebbero correggere progressivamente una situazione reale attraverso cambiamenti e miglioramenti continui. Parlare di sicurezza e produzione in ambienti eterogenei è arduo.Qui non sono in gioco le poltrone dei manager, che in molti dei casi reggono meglio delle infrastrutture IT che i loro occupanti dirigono, ma come realizzare modelli efficienti per la gestione dell&#8217;informazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al stolio l&#8217;articolo è interessante e soprattutto centra uno degli aspetti decisivi dell&#8217; ICT.Non mi trovo però sul punto che riguarda gli obblighi. Effettivamente ildecreto del garante ha una valenza legale e meriterebbe un discorso diverso, ma tutti gli altri standard e regolamenti richiedono un atto volontario di adesione da parte del top management di un&#8217;organizzazione. La cecità di molti CxO in ambito IT riduce gli audit ad un interrogazione di uno scolaretto svogliato anziché ad un&#8217;attività necessaria per individuare le aree di miglioramento.Ogni audit, in genere, dovrebbe prospettare un cambiamento e per questo spaventa in quanto visto come un problema anziché come un&#8217;opportunità. Tanto varrebbe, in assenza di un auto-commitment rinunciare a tutti gli standard e gli audit visto che, organizzati così, non portano alcun beneficio se non qualche timbro da apporre sul sito istuzionale o sulla carta intestata. Anche perché a seguito di un audit nessuno può:giudicare i livelli di performace del lavoroimporre nuovi requisiti di prodotto/servizioricondurre a modelli predefiniti i processi o i risultatiUnica richiesta : dimmi cosa fai, come e perché e vediamo insieme se ci riesci!Molti vanno in crisi già nella prima parte: Cosa faccio? Come? Perché?Nel caso del decreto sulla privacy la cosa è poi paradossale: valutare i rischi di aderire o meno alle prescrizione di una legge formale ordinara, accessori inclusi, dello stato italiano non può essere certo una scelta opportunistica visto che rappresenta, ad esempio, un requisto cogente per gli standard ISO!Per concludere: molti dei prolemi di sicurezza, e più in generale della produzione, solo legati al mancato controllo e al dilagare varianza. Gli audit dovrebbero correggere progressivamente una situazione reale attraverso cambiamenti e miglioramenti continui. Parlare di sicurezza e produzione in ambienti eterogenei è arduo.Qui non sono in gioco le poltrone dei manager, che in molti dei casi reggono meglio delle infrastrutture IT che i loro occupanti dirigono, ma come realizzare modelli efficienti per la gestione dell&#8217;informazione.</p>
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